26-04-2011 BORDEAUX 2009... UNA GRANDE VENDEMMIA PER I ROSSI
Bordeaux 2009, una grande vendemmia per i rossi
A Bordeaux quella
del 2009 è stata una grande vendemmia - se l’uva non è stata raccolta troppo
tardi. Questo il giudizio dopo la settimana di degustazioni en primeur riservata
a giornalisti, critici e buyers organizzata a Bordeaux dall’Unione dei Grands
Crus di Bordeaux. Il ciclo vegetativo della vendemmia 2009 è stato spiegato da
Denis Duburdieu, professore di enologia all’Università di Bordeaux e
super-impegnato consulente per aziende come Cheval Blanc, Yquem, Haut Bailly e
Pichon Comtesse de Lalande, oltre che produttore di vino nel gruppo di famiglia
che comprende cinque tenute in Barsac, Graves e nella Cotes di Bordeaux, che
include Châteaux Doisy Daene, Reynon e Clos Floridene.
“Nel 2009 siamo stati
benedetti con una magnifica estate e un meraviglioso autunno qui a Bordeaux -
comincia Denis Dubourdieu, che usa colorate immagini per raccontare il ciclo di
crescita della vite - Ho sempre considerato il viaggio della vite verso la
vendemmia come una corsa ad ostacoli. Per esempio, per produrre grandi uve
rosse, ci sono cinque ostacoli prima di essere in salvo”. Il primo ostacolo da
superare è la stagione della fioritura, che deve idealmente avvenire presto e in
un periodo soleggiato, così da godere del bel tempo. Il secondo ostacolo è
l’allegagione, ovvero la formazione dei chicchi dopo l’impollinazione, che deve
avvenire in condizioni di tempo asciutto, in modo che si possano fissare i
tannini nei chicchi. Le viti nel 2009 hanno superato agevolmente questi due
ostacoli e si sono trovate davanti ad un altro difficile cambiamento. Spiega
Dubourdieu: “L’invaiatura è quel periodo in cui i chicchi cambiano colore e da
verdi diventano viola. Di solito a Bordeaux accade nella seconda metà di luglio.
Questo è un momento cruciale nel calendario di un enologo, ed effettivamente
rappresenta l’ostacolo più difficile. Per i migliori risultati, l’invaiatura
deve avvenire in un periodo asciutto, quando le viti sono sotto leggero stress
idrico. Per colpa delle piogge, circoscritte in alcune zone, i risultati
sembravano in forse, ma ovunque il tempo asciutto si è mantenuto e i chicchi
hanno cambiato colore senza bagnarsi troppo”.
La quarta fase è stata facile
lo scorso anno, in cui si è avuto un agosto caldo e asciutto. “Idealmente non ci
devono essere rischi di siccità estiva, che possono causare alle piante uno
stress eccessivo, ed il 2009 è stato perfetto da questo punto di vista,
specialmente nel Médoc” continua Dubourdieu. Le uve sono maturate uniformemente
e bene nell’intera area del Bordeaux, con la sola eccezione di alcuni vigneti
che sono stati duramente colpiti dalle violente grandinate di metà maggio, i cui
rendimenti sono stati drasticamente ridotti.
La fase finale è naturalmente la
vendemmia stessa ed il periodo necessario per effettuarla. Qui il 2009 ha dato
il massimo, con giorni asciutti, caldi e soleggiati, seguiti da notti fresche.
“Il 2009 condivide la perfezione di questa fase con il 2008 e il 2007, ma
sfortunatamente queste annate non possono competere con il 2009 per quanto
riguarda le altre fasi - afferma Dubourdieu - Una vendemmia perfetta non basta
per fare un’annata perfetta: c’è bisogno di condizioni ottimali lungo tutto
l’intero ciclo di crescita della pianta”.
“Il solo pericolo di un tempo così
meraviglioso - conclude l’enologo - è la tentazione di aspettare troppo per
raccogliere le uve rosse. Questo porterebbe alla sensazione di surmaturo e
frutti cotti, caratteristiche che non ci piace ritrovare nei vini di questo
territorio. Il Bordeaux si distingue dagli altri ed è assolutamente inimitabile
per la freschezza dei suoi rossi, e questo è il motivo per cui, anche in
un’annata perfetta come il 2009, è l’esperienza dell’enologo che fa il vino, più
che il clima. Conoscere come lavorare la terra e quando raccogliere le uve è
altrettanto importante, prima di ogni discussione su come trasformare questi
meravigliosi grappoli in grandi vini di Bordeaux”.
Appuntamenti


















